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Robot "Da Vinci": cresce l’utilizzo da parte dei chirurghi di Chioggia e Dolo
 


 
 
(03.02.17) Il “gioiello” dell’Ospedale dell’Angelo è sempre più al servizio dell’intera area provinciale: cresce, infatti, l’utilizzo del Robot Operatorio Da Vinci, e crescono decisamente gli interventi effettuati con il Robot dalle équipe operatorie degli Ospedali di Dolo e di Chioggia. 
Sono stati 158 in totale gli interventi effettuati nel secondo anno di utilizzo (febbraio 2016-gennaio 2017), con un aumento dell’attività complessiva del 15% circa, poiché nel primo anno gli interventi erano stati 143. Di questi 158 interventi, 107 sono stati effettuati dalle varie équipe chirurgiche degli Ospedali di Mestre e di Venezia, che sono le principali utilizzatrici della strumentazione; ma in netta crescita è l’utilizzo del Robot da parte delle équipe chirurgiche degli Ospedali di Chioggia e di Dolo: i chirurghi di Chioggia hanno infatti operato all’Angelo ben 29 volte (lo scorso anno avevano fatto 14 interventi), mentre i chirurghi di Dolo hanno effettuato ben 21 interventi, rispetto ai 6 effettuati nel primo anno di attività del Robot dell’Angelo.

Strumento versatile, in grado di sostituirsi alle mani del chirurgo per svariati tipi di operazione, in questi dodici mesi il Robot da Vinci è stato utilizzato per il 62% per interventi di Urologia, per il 26% di Chirurgia Generale, per l’8% di Ginecologia, per il 4% di Otorinolaringoiatria. Le Unità Operative che lo hanno utilizzato hanno via via acquisito una confidenza sempre maggiore: il Robot viene usato per un ventaglio di interventi sempre ampio e sempre più appropriato. E sono continuamente diminuiti i tempi degli interventi, a vantaggio del lavoro dei chirurghi e a vantaggio degli utenti che subiscono l’operazione. 

Il Robot Operatorio dell’Angelo viene utilizzato dalle équipe chirurgiche degli altri presidi ospedalieri grazie alla costituzione del “Centro di Chirurgia Robotica inter-aziendale della provincia di Venezia”: l’Ospedale dell’Angelo, dov’è collocato il Robot, fornisce ai chirurghi “esterni” la strumentazione, la sala operatoria dedicata e il personale sanitario da impegnare nell’intervento; il “Centro di Chirurgia Robotica” garantisce anche l’accoglienza del paziente all’Angelo, dall’intervento fino alla degenza post-operatoria. Si disciplina così, mettendolo a disposizione di tutte la provincia, l’utilizzo di una strumentazione di primissimo livello qual è il Robot Da Vinci. 
Sono sempre di più, quindi, i pazienti che vengono operati con l’assoluta precisione che solo questo strumento può offrire, e con la “delicatezza” di intervento sua propria, che garantisce minore invasività, minor sanguinamento, minori tempi di recupero. “Ma va sottolineato in particolare – sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben – questo aspetto della collaborazione tra strutture ospedaliere e tra équipe diverse, e questa organizzazione del lavoro che guarda all’utente e lo mette al centro: abbiamo costruito un sistema che permette ai chirurghi di inserirsi senza difficoltà nei meccanismi organizzativi della nostra Piastra Operatoria, e allo stesso tempo diamo piena accoglienza ai pazienti dall’intervento alla successiva degenza e fino alla dimissione”. 

 

L’attività del “Robot Da Vinci” nel secondo anno di utilizzo
Il “Robot operatorio Da Vinci” ha cominciato ad operare all’Ospedale dell’Angelo nei primi giorni di febbraio 2015. Nel corso del primo anno (febbraio 2015-gennaio 2016), è stato utilizzato per 143 interventi chirurgici.
Ecco di seguito gli interventi nel secondo anno di utilizzo (febbraio 2016-gennaio 2017):

Numero totale interventi effettuati: 158 (+15%)

Percentuale di interventi per specialità:
•    Urologia: 62%  -> (+11%)
•    Chirurgia: 26% 
•    Ginecologia: 8% 
•    Otorinolaringoiatria: 4%.
Percentuale di interventi per presidio ospedaliero:
•    Mestre: 62
•    Venezia: 45
•    Chioggia: 29
•    Dolo: 21
•    Portogruaro: 1
 
Il “robot” al servizio del chirurgo
Il “Robot operatorio Da Vinci” costituisce la frontiera più recente della robotica applicata alla chirurgia e della tecnica detta “videolaparoscopia”. In questa tecnica, grazie ai bracci operanti, alle cui sottilissime estremità sono montati strumenti per tagliare, cauterizzare, suturare, il “robot” costituisce in pratica una potente e precisissima estensione del chirurgo, che lo controlla da remoto e lo manovra attraverso una console dedicata. Una microcamera su un endoscopio restituisce al chirurgo immagini ad altissima definizione degli organi interni del paziente. L’operatore si trova quindi ad operare grazie alle minuscole “mani” del robot, controllando il loro operato su uno schermo e guidandole, con l’uso di joystik e di pedali, a compiere movimenti controllati al millimetro impossibili per delle mani vere. 
Con la videolaparoscopia – che trova nel “Robot operatorio Da Vinci” la più efficace concretizzazione – il chirurgo può operare sul corpo del paziente attraverso minuscoli fori, anziché tagli con il bisturi; il sistema consente quindi interventi meno invasivi, con riduzione del rischio operatorio, della perdita ematica, e quindi anche della necessità di trasfusioni, delle cicatrici, del dolore post-operatorio. 
L’utilizzo del “Robot”  porta di conseguenza migliori risultati di cura e migliori risultati estetici, e conduce a ricoveri più brevi e a più rapida ripresa dell’attività. Rilevante è infine il miglioramento delle condizioni in cui opera il chirurgo, per la migliore visione dell’anatomia su cui interviene, la possibilità di operare seduto, l’assenza di conseguenze legate al tremore delle mani (“filtro del tremore”).
Il “Robot operatorio Da Vinci”
Il “Robot operatorio Da Vinci” è strutturato in tre moduli distinti.
La “console chirurgica” è dotata di visore stereo 3D, interfono con il carrello paziente, master destro e sinistro e pedaliera per il controllo di strumenti ed endoscopio, touchpad per il settaggio delle impostazioni.
Il “carrello paziente” è la parte centrale, che sormonta il tavolo operatorio: è dotata di quattro bracci operativi per la gestione di strumenti e telecamera, di laser di puntamento, di touchpad di controllo.
Il “carrello visione”, con monitor touchscreen 24” ad alta definizione, collegato attraverso cavi in fibra ottica, gestisce tutte le funzioni visive. 
 

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