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Un nuovo Ambulatorio di Enterostomatoterapia all’Ospedale Civile


(15.06.16) L’Ulss 12 Veneziana ha formalmente inaugurato all’Ospedale Civile, presso i Poliambulatori della Chirurgia al primo piano del Padiglione Semerani, il nuovo ambulatorio per pazienti enterostomizzati, visitato ieri dalla Direzione dell’Azienda sanitaria e dei vertici dell’Associazione Italiana Stomizzati. 
L’Ambulatorio di Enterostomatoterapia, in funzione da alcune settimane, svolge un’attività prettamente infermieristica, al servizio di quelle persone portatrici di “enterostomìa”, cioè di un’apertura creata artificialmente sulla parete addominale, a seguito di un intervento chirurgico, che mette in comunicazione l’apparato intestinale con l'esterno, consentendo la fuoriuscita di feci. 

“Il servizio offerto dall'Ambulatorio di Enterostomatoterapia – ha spiegato il Direttore Generale dell’Ulss 12 Giuseppe Dal Ben – rappresenta un importante punto di riferimento per le persone con enterostomìa e le loro famiglie e gioca un ruolo fondamentale nella cura e nella riabilitazione della persona enterostomizzata. Riabilitare questi utenti significa dare un’assistenza unitaria e globale che faciliti il loro reintegro nella vita quotidiana con sufficiente autonomia. Per raggiungere questo obiettivo, l'infermiere enterostomista, affiancato dai medici dell'U.O. di Chirurgia, pianifica un programma riabilitativo-educativo individuale e personalizzato. Il servizio poi fa da anello di collegamento fra il paziente e le varie figure professionali quali, il medico chirurgo, il nutrizionista, lo psicologo, che vengono di volta in volta chiamati per dare il supporto specifico di cui l’assistito ha bisogno. E in questo quadro, sono importanti la presenza e la collaborazione delle associazioni dei pazienti e di volontariato, a supporto del lavoro dei sanitari”. 

“La realizzazione dell'Ambulatorio – commenta il dottor Roberto Merenda, Primario di Chirurgia del Civile – rappresenta il punto di arrivo di un progetto avviato ancora due anni orsono, e raggiunto con la collaborazione della Direzione del Presidio Ospedaliero, della Direzione delle Professioni Sanitarie e delle Farmacie Ospedaliera e Territoriale, con l'impegno fattivo del personale del Dipartimento di Chirurgia. Attualmente si sta monitorando l'attività di lavoro svolta dall'Ambulatorio per valutare eventuali possibili implementazioni del servizio, a cui fanno riferimento, nell'ambito operativo dell'Ospedale Civile, almeno 150 enterostomizzati”.

“La qualità di vita della persona stomizzata – spiega Nicodemo Doria, Presidente di Aistom Veneto – si modifica in relazione alle difficoltà che insorgono nel post-operatorio, per lo stress a cui è sottoposta, sia dal punto di vista sociale (modificazioni del ruolo all’interno della famiglia, possibile isolamento sociale e alterazioni nelle relazioni con il partner, con gli amici e con i colleghi) che psicologico (preoccupazione, ansia, paura di recidive), entrambi correlati alle modificazioni della propria immagine corporea. Questo cambiamento percepito dell'immagine del proprio corpo può essere superato da una relazione stabile, dal tempo e dalla pazienza. E’ quindi importante garantire al paziente stomizzato un'adeguata continuità assistenziale, attraverso attività di assistenza specialistica come questo Ambulatorio: struttura sanitaria e associazioni dei pazienti lavorano insieme sulla prevenzione, sul riconoscimento precoce e sul trattamento delle complicanze, al fine di migliorare la qualità della vita delle persone stomizzate, ridurre i ricoveri ospedalieri e conseguentemente i costi sanitari dovuti a questa condizione”.
Era presente alla visita compiuta all’Ambulatorio anche il Presidente nazionale di Aistom, Giuseppe Dodi, che ha sottolineato l’importante lavoro svolto in Veneto dall’Associazione regionale, d’intesa con le Aziende sanitarie locali.

L’Ambulatorio di Enterostomatoterapia dell’Ospedale Civile è aperto tutti i giovedì mattina, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso gli ambulatori al primo piano del Padiglione Semerani.
L’Associazione Italiana Stomizzati è al servizio dell’utenza: un primo contatto può essere preso telefonando al numero verde 800-675323, attivo dalle 10.00 alle 12.00.

 

 

La “stomìa” (termine che deriva dal greco e che significa “bocca”, “apertura”) è il risultato di un intervento chirurgico ed è un varco creato artificialmente sulla parete addominale per mettere in comunicazione l’apparato intestinale o urinario consentendo la fuoriuscita all’esterno di materiale organico.  Poiché la stomìa è priva di uno sfintere, cioè di un muscolo ad anello che ne permette la chiusura, le feci e le urine, fuoriescono liberamente all’esterno attraverso lo stoma, senza il controllo volontario della persona. Il materiale organico confluisce in un apposito dispositivo di raccolta adeguato (sacca di raccolta) posizionato sull’addome.

Le stomìe si differenziano a seconda del tratto anatomico che viene interrotto ed abboccato alla cute addominale: si hanno quindi "enterostomie", quando ad essere interrotto è l'intestino, e "urostomie", quando l'intervento interessa l'apparato urinario.

L’enterostomia (o stomìa intestinale) può essere temporanea o permanente. 
Le stomìa temporanea  è comunemente utilizzata quando si eseguono resezioni intestinali in urgenza o quando si preferisce deviare all’esterno il transito fecale. Ha una funzione di protezione e può essere confezionata nel caso in cui il tratto intestinale non può essere adeguatamente preparato per l’intervento chirurgico, ad esempio, a causa di una occlusione che restringe il lume intestinale o per una causa infiammatoria, e quindi permettere all’infiammazione o ad un sito chirurgico di guarire senza contaminazione da parte delle feci. Successivamente, la stomìa temporanea  viene rimossa e il transito intestinale viene ripristinato attraverso un secondo intervento chiamato di ricanalizzazione (ripristino del normale transito intestinale).
La ricanalizzazione dell’intestino viene ripristinata dopo un periodo di tempo che varia in base alla risoluzione di eventuali problemi patologici che hanno richiesto l’esclusione temporanea della normale funzionalità dell’intestino.
La stomìa permanente (o definitiva) può essere richiesta quando la patologia, o il suo trattamento, compromette la normale funzione intestinale. In questo caso, il tratto di intestino che segue la stomìa è escluso definitivamente dal transito delle feci.
La stomìa permanente si rende necessaria quando deve essere asportato il retto e gli sfinteri anali, come nel caso del cancro rettale, o in caso di resezione di tutto il colon, il retto e l’ano per rettocolite ulcerosa (malattia infiammatoria cronica intestinale).

 

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