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All’Angelo, nuove tecniche contro l’ictus per non perdere... cervello
 

(12.03.16) Gli inglesi dicono: “Time lost is brain lost”, e cioè “Il tempo perso è cervello perso”. Con questo slogan riassumono in modo efficace come il tempo sia fattore cruciale in medicina e, in particolare, in ambito neurologico. “Lottiamo contro il tempo – spiega il Primario di Neurologia dell’Angelo, Rocco Quatrale – per limitare i danni al cervello. La diagnosi precoce delle malattie neurologiche consente infatti di risparmiare sofferenza e disabilità, e un trattamento appropriato e tempestivo prolunga l’autonomia del paziente, limitando le conseguenze individuali e sociali della malattia”.
Intervenire subito è essenziale anche nella malattia cerebro-vascolare acuta: “Si pensi all’ictus ischemico – continua il Primario – che è una vera e propria emergenza medica in cui il tempo è prezioso per ridurre il danno cerebrale, la mortalità e la morbidità. In caso di ictus, la rapidità e l’accuratezza dell’intervento neurologico, subito dopo la comparsa dei primi sintomi, consentono di ridurre o annullare quei danni che, se si agisce con minor rapidità, condizionano fortemente la qualità di vita dei malati”.
La frase “Time lost in brain lost”, tradotta nell’italiano “Il tempo  è cervello”, è lo slogan della “Settimana del Cervello”, che si celebra nella settimana entrante, dal 14 al 20 marzo, promossa dalla Società Italiana di Neurologia con l’intento di sollecitare la pubblica consapevolezza nei confronti della ricerca sule malattie neurologiche.

“Anche nella realtà veneziana – spiega il dottor Quatrale – negli ultimi anni sono state introdotte tecniche di frontiera per la cura dell’ictus ischemico in fase acuta, quali la combinazione di trombolisi sistemica e trombectomia meccanica. L’efficacia della terapia dipende dal tempo: la trombolisi sistemica dovrebbe essere eseguita infatti il più precocemente possibile, ed esistono evidenze scientifiche che l’effetto atteso si riduce quanto più tardi si interviene. La sfida, di nuovo, è contro il tempo: per questo, all’Ospedale di Mestre si lavora per la più corretta gestione di ogni fase del soccorso del paziente con sospetto ictus ischemico, fin dall’attivazione della catena del soccorso, dall’assistenza sul posto, dall’identificazione della struttura ospedaliera più idonea, dall’adeguato trasporto del paziente: il collegamento tra 118 e rete ospedaliera è inoltre garantito da codifiche coerenti e da codici di gravità congruenti. Ciò si è tradotto in un numero crescente di procedure di trattamento acuto trombolitico endovenoso e endoarterioso presso il nostro Ospedale, ben oltre gli obiettivi prefissati, e collocando l’Angelo tra i primi Ospedali HUB della Regione Veneto”.

All’Ospedale dell’Angelo di Mestre, la “Settimana del Cervello” diventa anche lavoro concreto, con un nuovo percorso formativo del personale sanitario proprio sulla malattia cerebro-vascolare acuta: “Dalla primavera all’autunno 2016 i professionisti esperti dell’ictus ischemico dell’Ulss 12 – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – si avvicenderanno in una serie di lezioni teorico-pratiche dedicate a medici, infermieri e operatori impegnati nell’ambito dell’urgenza/emergenza, settore cruciale nella sfida all’ictus ischemico. Intendiamo così offrire loro gli aggiornamenti più efficaci sia nell'ambito della diagnosi precoce, sia nell’ambito della terapia dell’ictus, proprio per velocizzare quanto più possibile il percorso clinico del paziente, assicurando la cura migliore nel minor tempo possibile. Un approccio in tal senso diventa indispensabile soprattutto nella nostra realtà veneziana, dove continua a crescere la popolazione anziana con disturbi cerebro-vascolari, che sono la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie”.


L’ictus: più di 300 ogni anno nella “Stroke Unit” dell’Angelo.

L’ictus rappresenta una delle più frequenti cause di morte nella nostra provincia, e sono in media più di 300 i pazienti che annualmente affluiscono nel reparto specialistico (“Stroke Unit”) della Neurologia di Mestre. Il ricovero in Stroke Unit  riduce la mortalità e l'invalidità post-attacco, soprattutto per l’approccio multidisciplinare al problema. All’Angelo, infatti, oltre alla trombolisi endovenosa, si pratica, in casi selezionati, la trombolisi intrarteriosa in Neuroradiologia, la chirurgia o  lo stenting carotideo in emergenza/urgenza in Chirurgia Vascolare, o la craniotomia decompressiva in caso di edema cerebrale maligno in Neurochirurgia. Per offrire a tutti i pazienti con ictus il miglior trattamento possibile, è indispensabile una efficiente collaborazione tra i servizi di emergenza, gli ospedali periferici e i centri di secondo livello, sia nella fase acuta che post-acuta. La sinergia ormai collaudata tra la centrale del 118, il Pronto Soccorso, la Neurologia, la Neuroradiologia  e la Neurochirurgia garantisce il miglior e più efficace trattamento nei pazienti colpiti da ictus.
 

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